Anismo e stitichezza

:: ANISMO E STITICHEZZA. UN NUOVO INTERVENTO.

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Diagnosi e terapie

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PREVENZIONE E CURA DELLE PATOLOGIE DI ANO-RETTO-COLON, PERINEO E PAVIMENTO PELVIC...

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Pazienti

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Benvenuto sul sito dell’Unità di Coloproctologia di Roma Clinica Parioli...

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Anismo e stitichezza

:: ANISMO E STITICHEZZA. UN NUOVO INTERVENTO.

La stitichezza che si presenta con stimoli frequenti, lunghi periodi passati in bagno, evacuazione frazionata, “a tappe”, necessità di usare le dita, senso di incompleto svuotamento e pesantezza pelvica prende il nome di OSTRUITA DEFECAZIONE. Il retto non svolge bene la sua funzione, c’è un ostacolo finale. Spesso c’è anche una componente “più alta”, come un sigma spastico o un rallentato transito in tutto il colon.
Quattro volte su dieci la causa (o meglio “concausa” perchè non è MAI un sola) è rappresentata dalla mancata apertura di un muscolo che si trova tra il retto e il canale anale. Per i dettagli “scientifici” potrete consultare l’articolo su Colorectal is 2006, Pescatori et al, si trova su Internet (Medline-Pubmed).
Le feci sono nel retto, provocano lo stimolo, la paziente (più spesso sono colpite le donne) avverte il bisogno di defecare, ma quando “spinge”, il muscolo rimane teso, non si rilascia come dovrebbe e le feci non escono.
In compenso, purtroppo, succedono cose negative: la spinta provoca una discesa della mucosa rettale (prolasso) o uno sfiancamento del retto verso la vagina (rettocele). Più spesso se la donna ha una certa età e se ha avuto più di un parto vaginale.
Ma c’è un problema: il prolasso e il rettocele si vedono facilmente alla visita, mentre la non apertura del muscolo è più difficile da diagnosticare. Talvolta (per non dire “spesso”) ci si concentra sul rettocele e sul prolasso, ma il vero problema è FUNZIONALE, è neuromuscolare. In altre parole, se si opera il rettocele e il prolasso ma non si cura il malfunzionamento del muscolo, la paziente difficilmente guarirà.
Poiché questa condizione di tensione muscolare è simile al VAGINISMO (e, come il vaginismo, è spesso collegata alla psiche), al disturbo è stato dato il nome di ANISMO.
La diagnosi si fa con una esplorazione rettale accurata, eseguita da uno specialista (il proctologo o il chirurgo colorettale), con la ecografia endoanale o endovaginale a sonda rotante (esami innoui, che facciamo), con la defecografia e/o con la defeco-risonanza magnetica e/o con la ecografia perineale dinamica (che fanno i radiologi competenti nel campo). Non si usa più l’elettromiografia, inutile pungere la cute perianale con l’agoelettrodo.

COME SI CURA L’ANISMO?

Si è provato quasi di tutto, perfino lo yoga. Il biofeed-back è il metodo migliore, probabilmente, anche perché non può fare danni. Ma non è facile insegnare a una persona ad aprire un muscolo di cui lei nemmeno conosce l’esistenza. Non è come contrarre e rilasciare il bicipite, il muscolo del braccio. Comunque un bravo fisioterapista è in grado di riuscirci, non sempre, ma in oltre metà dei casi.
La nostra Società di Chirurgia Colorettale ha anche una Scuola di Riabilitazione (guardate il sito www.siccr.org) Un altro sistema, che funziona nella mia esperienza una volta su tre, è l’iniezione di tossina botulinica A, che fa rilasciare il muscolo. I rischi sono minimi: temporanea lieve incontinenza, rarissima lipotimia e sincope. Utile può essere la psicoterapia, se il problema è psicosomatico. Utile naturalmente una giusta dieta con molte fibre e molta acqua, in modo che nel retto ci siano delle feci consistenti da eliminare. Se il retto è semivuoto, spinge a vuoto.

MA SE TUTTO QUESTO NON FUNZIONA, esiste una cura chirurgica efficace per l’anismo?

Sì, “probabilmente” (perché ancora non ci sono casistiche sufficientemente ampie di pazienti seguiti a lungo). E’ un metodo che usiamo da tre anni e ha dato, in 8 casi operati, 6 miglioramenti e una guarigione.
Senza complicanze di rilievo.
Le indicazioni però devono essere MOLTO SELETTIVE.
Le pazienti con gli sfinteri “deboli” o con seria compromissione psicologica o con una seria invaginazione del retto per prudenza non possono essere operate. Rischierebbero l’incontinenza fecale o il persistere della stitichezza.
L’OPERAZIONE consiste nel sezionare a metà, ai due lati, il muscolo puborettale, quello che resta teso quando si prova a defecare. In tal modo si facilita il suo rilasciamento. A dimostrazione che siamo molto selettivi, solo il 20% dei nostri pazienti con anismo ha subito questo intervento, che ha il vantaggio di essere davvero mini- invasivo. Si fa con due piccoli tagli di 1 cm l’uno, ai lati dell’ano, anche in day surgery, e dura meno di un’ora.
Se occorre, può essere associato alla plastica del rettocele e del prolasso mucoso interno. I pazienti operati sono stati seguiti per un anno e la tecnica è in corso di pubblicazione.
Non l’abbiamo inventata noi, ma un chirurgo egiziano, Farid (bravo e simpatico, ci conosciamo da anni) che l’ha pubblicata nel 2009 su International Journal of Colorectal Disease e nel 2010 su Gastrointestinal Surgery (consultate Internet, Pubmed).
Noi l’abbiamo modificata, nel senso che la facciamo con le due MINI-INCISIONI sopra descritte. Lui invece con due tagli di 6 cm oppure sezionando il muscolo con un bisturi infilato attraverso la pelle, senza vederlo, solo sentendolo al tatto. Il che però non credo consenta né una accurata emostasi né una sezione adeguata. Infatti riporta sanguinamenti e recidive non trascurabili.
Con il nostro sistema mini-invasivo non abbiamo avuto né infezioni, né emorragie. E solo una recidiva di sintomi. Poiché il muscolo puborettale è il principale muscolo deputato alla continenza e no lo andiamo in parte a sezionare, è giusto porre la domanda: abbiamo avuto casi di incontinenza?
La risposta è sì, ma solo in una paziente e solo UN EPISODIO, in cui la signora operata ha perso un po’ di feci, una volta, un mese dopo l’intervento perché ha avuto diarrea. Quindi un problema temporaneo ed episodico, che non ha preoccupato né noi né la paziente.

Qui di seguito troverete dei DISEGNI sulla anatomia e sulla funzione del pavimento pelvico nell’ANISMO. Capirete bene perché il muscolo che “non si apre” non permette alle feci di uscire e vedrete le fasi del’intervento.
Ripetiamo che prima di pensare a una operazione ci sono altri metodi “conservativi” da provare. E che spesso una consulenza psicologica permette di inquadrare meglio la situazione.

Spero che quanto spiegato vi aiuti a stare meglio.

ANISMO E STITICHEZZA

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I disegni mostrano come la sezione parziale del muscolo puborettale (in rosso vivo), attraverso una minima incisione vicino all’ano, permetta al paziente di espellere le feci che prima erano intrappolate nel retto dal muscolo in tensione.