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COME TROVARE IL COLOPROCTOLOGO GIUSTO PER CURARVI

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COME TROVARE IL COLOPROCTOLOGO GIUSTO PER CURARVI

Una volta, molti anni fa, con il mio collega ed amico Luigi Basso, abbiamo scritto un articolo per la nostra rivista TECHNIQUES IN COLOPROCTOLOGY, l’organo ufficiale della SOCIETA’ ITALIANA DI CHIRURGIA COLORETTALE o SICCR. Il titolo dell’articolo, ve lo scrivo in italiano, era FONTI DI INVIO A UNA UNITA’DI COLONPROCTOLOGIA. Ovvero, il mio collega ed io ci siamo posti il problema: ma da dove vengono i pazienti che ci ritroviamo nella sala d’aspetto del nostro ambulatorio specialistico? Chi li manda? Come hanno saputo di noi?
Ebbene ecco i risultati dello studio.
La maggior parte venivano perché altri pazienti, da noi ben curati e guariti,avevano suggerito i nostri nomi. Il cosiddetto PASSAPAROLA. Questa era la percentuale più cospicua.
Altri erano inviati dalla triade urologo-ginecologo-gastroenterologo, cioè da specialisti affini alla colonproctologia.
Altri dai medici di base ovvero dal loro “medico di famiglia”, che adesso si chiama “specialista in medicina generale.”
Altri ancora (ma il lavoro è di diversi anni fa, se lo rifacessimo adesso questa fonte sarebbe almeno al secondo posto) venivano perché avevano letto il nostro sito su INTERNET.
E così via.
Ma OGGI, se un signore o signora o signorina si ammala di una patologia dell’ano, del retto, del colon o del pavimento pelvico, che comprende anche gli sfinteri anali, ebbene, che cosa fa? Come scopre a chi si deve rivolgere?
Tutto sommato io non credo che le fonti di informazione siano tanto diverse da quelle del nostro vecchio studio.
Indubbiamente il “passaparola” di un parente o di un amico che ha avuto una malattia simile ed è stato ben curato dal dottor X o dal professor Y ancora conta. Idem conta il consiglio del proprio medico di base. O, per una paziente di sesso femminile, il suggerimento del suo ginecologo. O, nel caso di un paziente che è già in cura per una rettocolite ulcerosa o un morbo di Crohn, di sicuro vale il consiglio del suo gastroenterologo.
Talvolta il paziente ha una assicurazione medica che è convenzionata con un certo numero di cliniche e allora il paziente telefona alla Casa di Cura e chiede:”Scusate, da voi chi è che si occupa di emorroidi?”. E così salta fuori il nome dello specialista. Questo meccanismo, ad esempio, è molto in vigore negli Stati Uniti, dove gli assicurati sono molto più che da noi.
Ma, dicevamo prima, è aumentato, me ne rendo conto ogni volta che faccio ambulatorio, il numero dei pazienti che arrivano da me dopo avermi trovato su INTERNET.
Come è il caso vostro, che state leggendo queste note.
Però… c’è UN PERO’… su INTERNET chiunque può aprire UN SITO e scrivere ciò che vuole. Come fa il paziente a capire che quel che sta leggendo è vero o è giusto? Io, nello scrivere i vari paragrafi e capitoli del mio sito, ho cercato di essere documentato e sincero… ma FANNO TUTTI COSI’? E’ umano che un medico scriva cose che lo mettano in buona luce presso chi legge, che inducano a scegliere lui piuttosto che un altro. Che enfatizzi le guarigioni e minimizzi i fallimenti.
Allora, in questi casi COME FA IL PAZIENTE A SAPERE LA VERITA’?
Una possibilità è la seguente.
Sempre attraverso il computer, suggerisco al paziente di andare sui siti PUBMED oppure MEDLINE , dove si trovano le PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE. Questi siti sono in inglese, ma oggigiorno molti in Italia l’inglese lo parlano oppure lo capiscono oppure “lo masticano”. In alternativa hanno un parente, magari più giovane, che lo sa. Oppure un amico. Insomma, se occorre, potete farvi aiutare da qualcuno.
Cosa bisogna fare dunque?
Una volta che siete su Medline o Pubmed dovete digitare in inglese il termine che indica i disturbi o la malattia che pensate di avere. Ammettiamo che sentiate un forte dolore all’ano… potete scrivere ANAL PAIN. Per un dolore al retto scrivete PROCTALGIA. Per una perdita involontaria di feci scrivete FECAL INCONTINENCE, che vuol dire incontinenza fecale. Se siete stitici scrivete CONSTIPATION, se avete la rettocolite ulcerosa ULCERATIVE COLITIS, se avete il morbo di Crohn, CROHN’S DISEASE, se avete le emorroidi scrivete HEMORRHOIDS, se sospettate un cancro del retto scrivete RECTAL CANCER, se avete una fistola cercherete ANAL FISTULA, se vi hanno parlato dell’operazione THD per le emorroidi scriverete THD e HEMORRHOIDS. E così via, non voglio annoiarvi, avete capito benissimo.
Ebbene, così facendo, compariranno gli ABSTRACTS, cioè i RIASSUNTI, sempre in inglese, degli articoli scientifici che sono stati pubblicati su quell’argomento negli ultimi anni. Ma soprattutto, al di sopra del riassunto, compariranno I NOMI DEGLI AUTORI. Molti saranno stranieri, ma alcuni saranno italiani e allora, con un po’ di pazienza, ecco che troverete o non troverete… QUEL NOME sul quale state cercando informazioni veritiere.
Sì, VERITIERE, perché questo elenco di nomi e di pubblicazioni compare solo quando l‘articolo è stato pubblicato da riviste “peer reviewed” o “indexate” ovvero degne di fiducia, quelle i cui articoli vengono accuratamente vagliati da un comitato di esperti prima di essere dati alla stampa.
Non è una ricerca semplicissima questa che vi ho suggerito, ma se tenete alla vostra salute, se volete trovare il chirurgo giusto che vi possa guarire, vale la pena faticare un po’. Se poi siete così fortunati da trovare, sul sito stesso del medico, l‘elenco delle sue pubblicazioni, allora tutto sarà più semplice. Se ha scritto articoli sulla vostra malattia vuol dire che è veramente UN ESPERTO.
Attenzione, un’ultima cosa prima di concludere. La regola che vi ho spiegato, che cioè un medico, per saper guarire una malattia DEVE AVER SCRITTO ARTICOLI SU QUESTA MALATTIA, non è una regola assoluta. Esistono chirurghi bravi che hanno pubblicato poco. Come ci sono chirurghi scarsi che hanno il nome in un articolo perché sono raccomandati.
Tuttavia, in linea di massima, se uno ha pubblicato su un argomento, vuol dire che lo conosce bene.