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I POLIPI INTESTINALI

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I POLIPI INTESTINALI

I polipi dell’intestino possono essere SINGOLI, quando ce ne sono diversi si parla di POLIPOSI MULTIPLA, qualche autore fissa il numero massimo a 50, oppure POLIPOSI DIFFUSA quando sono ancora di più e colpiscono tutto il grosso intestino. In base alla forma, i polipi si distinguono in PEDUNCOLATI e SESSILI. Questi ultimi hanno una larga base d’impianto e sono più difficili da asportare per via endoscopica. In questi casi, sia pur di rado, se il polipo sessile è molto voluminoso, all’endoscopia l’intestino si può perforare.
Nel canale anale, ovvero negli ultimi 3-5 cm di intestino al di sopra dell’ano, ci possono essere dei polipi fibrosi o anche delle papille anali di grandi dimensioni che simulano un polipo. Per prudenza vanno anche questi asportati perché potrebbero essere dei melanomi a-pigmentati. Senza esagerare però, non dico che TUTTE le papille anali lievemente ipertrofiche vanno asportate. Quando una papilla anale ipertrofica è però associata a una ragade che richiede l’intervento chirurgico, è bene asportare anche la papilla, che altrimenti potrebbe, gonfiandosi, rendere più fastidioso il decorso operatorio. Così risulta da una pubblicazione del chirurgo indiano Pravin Gupta, che ha proprio su questo fatto uno studio prospettico, quindi serio e attendibile.
I POLIPI DEL’INTESTINO POSSONO ESSERE
POLIPI ADENOMATOSI, sono quelli che si possono trasformare in cancro. Possono essere ADENOMI TUBULARI, oppure TUBULO-VILLOSI oppure VILLOSI. Questi ultimi, avendo una superficie maggiore, sono più a rischio di trasformazione maligna, in ADENOCARCINOMI. Vanno asportati e ben osservati al microscopio per vedere se contengono displasia lieve, moderata o severa. O se sono cancerizzati “in situ”, che equivale a displasia severa, quindi UNA VOLTA ASPORTATO IL POLIPO NON SI DEVE FARE ALTRO, se non ripetere una colonscopia dopo due anni per vedere se ne sono spuntati altri. Poi ci sono i polipi adenomatosi CANCERIZZATI dove si vedono vere e proprie cellule neoplastiche, cancerose. Se però queste cellule non oltrepassano la muscolaris mucosae e non infiltrano lo stroma, cioè l‘asse connettivale del polipo, in genere si considera sufficiente l’asportazione endoscopica. Specie in un paziente in cui un intervento chirurgico di resezione intestinale rischierebbe di essere gravato da complicanze importanti. Tutt’al più si ripete una colonscopia dopo un anno.
2.POLIPI LINFOIDI, che vanno comunque asportati perché che sono linfoidi lo si sa dopo averne fatto l‘esame istologico. Non sono pericolosi.
3. POLIPI INFIAMMATORI in genere sono associati con la colite ulcerosa, possono essere lasciati in sede, benché non si possa escludere che in mezzo a dieci o venti polipi infiammatori ce ne sia uno adenomatoso, che magari col tempo si può trasformare in cancro.
4. POLIPI GIOVANILI o di PEUTZ-JEGHERS, che in genere non si trasformano in cancro e che talvolta possono “cadere da soli”, ovvero il paziente li può evacuare. Si possono associare ad altre lesioni, per esempio pigmentazioni nella bocca.
5. POLIPI AMARTOMATOSI, anch’essi non pre-tumorali. Vale il principio che, per sapere che un polipo è giovanile o amartomatoso ecc , lo si deve esaminare al microscopio e quindi l‘endoscopista è bene che lo asporti e lo invii al patologo.
LA POLIPOSI ADENOMATOSA FAMILIARE DIFFUSA
E’ una condizione che richiede l’asportazione chirurgica di tutto l‘intestino che ne è colpito. E’ trasmissibile geneticamente. Se un genitore ce l‘ha, il figlio ha il 50% di possibilità di averla. Dovrà perciò fare una colonscopia appena dopo la pubertà e, se non ha polipi, deve periodicamente rifarla fino a 50 anni almeno,quando, se non ha formato polipi, può essere tranquillo e rilassarsi.
Questa poliposi si può associare ad altre condizioni, alcune neoplastiche, come cancro della tiroide o tumori desmoidi del connettivo, che pure vanno chirurgicamente asportati e a volte sono così vasti e adesi a strutture vitali, che non è possibile asportarli. A seconda di dove sono situate le lesioni associate si parla di sindrome di Gardner, sindrome di Turcot e così via.
Chiaro che il compito di decidere quale operazione fare a un paziente con poliposi diffusa spetta al chirurgo, ma lo scopo di ciò che scrivo in questo sito è di informare il paziente. Ed ecco allora che va detto che se la poliposi adenomatosa colpisce tutto il colon e il cieco, mentre il RETTO E’ RISPARMIATO, ovvero non ci sono polipi o ce ne sono pochi (asportabili per via endoscopica), allora è bene che il chirurgo faccia UNA COLECTOMIA, ovvero tolga colon e cieco E LASCI il retto al paziente. Poi si faranno controlli endoscopici ravvicinati e ci si regolerà in base a questi, se asportare altri polipi o se, in caso di crescita massiva di polipi anche del retto, asportare pure il retto.
Il lettore potrebbe chiedere: ma se è “ammalato o ammalabile” di poliposi adenomatosa anche il retto… perché non toglierlo subito?
Per due motivi.
UNO è che più si va in giù, in basso, con la resezione più si rischia. Ad esempio, in una donna, di provocare una FISTOLA RETTO-VAGINALE. Può succedere anche in mani esperte, nel 7% dei casi di pazienti femmine. E parliamo degli specialisti colorettali americani, di un articolo di Kubchandani su Dis Colon Rectum. DUE è che il retto è un fattore importante per la continenza, fa da reservoir,da serbatoio di raccolta delle feci. Senza il retto il paziente sentirebbe più di frequente lo stimolo a evacuare e, se non ha un bagno vicino, rischierebbe di “farsela addosso”, specie se anziano, perché gli anziani hanno gli sfinteri anali più deboli dei giovani. Ecco perché quando il retto è malato di poliposi e va tolto, il chirurgo costruisce con il piccolo intestino UN SERBATOIO e lo mette al posto del retto. Per ridare a paziente un serbatoio sostitutivo. Nonostante questo, l ‘ileo o piccolo intestino non può svolgere tutte le azioni del retto. Ad esempio non ha il RIFLESSO DELL’ADATTAMENTO che è quello che ci permette,se sentiamo bisogno di defecare,di decidere di non farlo adesso ma magari tra un’ora. Col serbatoio bisogna comunque avere un bagno a portata di mano. Inoltre il serbatoio si puo’ infiammare (anche se per fortuna nella poliposi è raro) e comunque, la notte, due pazienti su dieci, senza retto,hanno delle piccole perdite fecali e devono dormire con un pannolone o un tampone più piccolo.