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LA DIVERTICOLOSI O MALATTIA DIVERTICOLARE DEL COLON

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LA DIVERTICOLOSI O MALATTIA DIVERTICOLARE DEL COLON

E’ frequente negli uomini al di sopra dei 50 anni. In genere si dice diverticolosi del colon quando è pressoché asintomatica, cioè non dà disturbi, la si definisce malattia diverticolare (specie del sigma) quando dà sintomi al paziente.
IL DIVERTICOLO è una piccola ernietta,un palloncino, una piccola sacca, causata in genere da un aumento della pressione dentro al lume del colon, specie del sigma che è l’ultima parte del colon, sopra il retto. Combinata magari con una lassità dei tessuti.
COME SI FORMANO I DIVERTICOLI?
Precisiamo quanto già accennato. Nel sigma la muscolatura del colon è più spessa che negli altri tratti, che so… l’ascendente o il trasverso. Questa muscolatura effettua delle contrazioni NON PERISTALTICHE, cioè atte a mandare avanti le feci verso l‘ano, ma SEGMENTANTI, cioè atte a trattenere le feci per un po’, quel che basta per riassorbire l‘acqua che serve all’organismo. Infatti le feci, prima, cioè PIU’ IN ALTO nel colon, sono molli, PIU’ GIU’ invece, cioè dopo il sigma, diventano più solide e compatte. Simili a quelle che vengono evacuate nel water. C’è poi un altro fatto. Il lume, lo spazio a disposizione delle feci, nel sigma E’ PIU’ SOTTILE che nel resto del colon, il sigma è più stretto.
Quindi a) più muscolatura b) più stretto… = ecco che, per la legge di Laplace la pressione dentro al lume dell’intestino, nel sigma, è MAGGIORE che nel resto del colon. Ed ecco perché proprio qui questa pressione fa sì che si formino, spesso nei punti di minore resistenza, cioè dove i vasi retti entrano nel viscere, le erniette o palloncini che chiamiamo diverticoli.
La diagnosi si fa o con un esame radiologico, il clisma opaco, che ora si usa molto meno di prima, o con la RMN addomino-pelvica con contrasto, o con la colonscopia o con la TAC, che serve soprattutto a dirci se i diverticoli si sono perforati e hanno creato una peri-diverticolite o un ascesso peri-colico.
CHE DISTURBI POSSONO DARE I DIVERTICOLI?
Essenzialmente dei dolori al basso ventre, a sinistra, dove appunto è localizzato il sigma. Poi magari anche meteorismo, gonfiore alla pancia e nausea. Nella palpazione addominale, che il paziente si può fare anche da solo, ma che poi farà molto meglio il medico, in quella zona chiamata fossa iliaca sinistra, si potrà palpare una specie di salsicciotto. Più si preme sul salsicciotto più fa male.
CHE COSA E’ LA DIVERTICOLITE?
In termini stretti dovrebbe essere la INFIAMMAZIONE del diverticolo. Ma spesso, specie se i dolori sono più forti, sia quelli spontanei, sia quelli provocati dalla palpazione addominale in basso e a sinistra, è invece una MICROPERFORAZIONE del diverticolo. Il palloncino, o meglio i palloncini, si rompono, si fissurano, in genere lentamente, e nella zona arrivano i leucociti dell’organismo per difesa. Si forma così, tra leucociti, microbi delle feci, residui fecali ecc UN MINIASCESSO PERI-DIVERTICOLARE. Questo può interessare, coinvolgere sia pure in piccoli tratti, il peritoneo che “fascia” l‘intestino. E così si crea una lieve (in genere) peritonite e, alla visita che vi farà il medico, comparirà il cosiddetto SEGNO DI BLUMBERG. Cioè, prima la mano del medico preme in basso la pancia in fossa iliaca sinistra e poi, improvvisamente, rapidamente, di colpo, la lascia. Ebbene, nel momento in cui la mano lascia la pressione che faceva sull’addome, il paziente sente VIVO DOLORE. Ciò vuol dire che c’è una infiammazione peritoneale. Se poi c’è anche febbre, leucocitosi neutrofila all’emocromo e aumento della VES, la diagnosi di PERIDIVERTICOLITE è sicura. Si può fare una TAC per vedere l’estensione del fenomeno e decidere sul da farsi.
In genere all’inizio è sufficiente il digiuno, il riposo, antibiotici e probiotici. La patologia andrà in regressione e il primo episodio di diverticolite, o meglio peridiverticolite, sarà superato.
Più di rado invece il processo patologico andrà avanti e ci potrà essere il pericolo di una perforazione plurima o più ampia, con un ascesso peri-diverticolare maggiore. Oppure, e questo è il peggio che può succedere, le feci dall’intestino andranno nel peritoneo a creare una peritonite circoscritta o diffusa stercoracea. In questi casi è d’obbligo un intervento chirurgico d’urgenza.
Il chirurgo, a seconda della situazione che trova nell’addome, farà una resezione del tratto di colon, in genere il sigma, coi diverticoli perforati. Meglio farla ampia e in basso asportare la giunzione retto sigmoidea che contribuisce ad aumentare la pressione nel lume intestinale, pressione che farà formare o “scoppiare” altri diverticoli. Poi si possono ricongiungere, con una anastomosi, cioè una sutura, i due tratti di colon sano. Oppure, se il peritoneo sarà troppo contaminato, il chirurgo farà solo un ano artificiale, oppure potrà associare la resezione con l’ano artificiale, il cosiddetto intervento di Hartmann. In entrambi i casi l‘ano artificiale dovrebbe essere temporaneo, anche se poi in realtà, per le aderenze o altri motivi, una parte dei pazienti non potrà essere ricanalizzata, cioè dovrà rimanere con l’ano artificiale a vita. Questo sarà ovviamente una grossa seccatura, ma con le protesi a disposizione oggi, si potrà avere una stomia ben funzionante, che, con periodici clisteri, spesso potrà non essere coperta da sacchetto ma da una semplice, morbida placca. Per meglio organizzarsi, è bene rivolgersi a uno enterostomista.
Più spesso, in caso di un attacco di diverticolite o micro- perforazione con peri-diverticolite, la terapia medica avrà successo e non occorrerà l’intervento. Ma il paziente dovrà sempre considerarsi “a rischio” e stare molto attento se si ripresentano i sintomi, i disturbi. Quasi tutti sono concordi sul fatto che, dopo due episodi di peri-diverticolite sia bene fare l‘operazione. Si deciderà il giorno, in un momento in cui non c’è niente di acuto, i tessuti sono più liberi e manovrabili, l‘intestino più pulito, il che ridurrà di molto il rischio di complicanze dopo la resezione del sigma e scongiurerà la necessità di un ano artificiale. L’intervento si potrà anche fare in chirurgia laparoscopica, mentre in genere,se occorre una operazione d’urgenza in corso di peritonite, si dovrà aprire l‘addome.
COME SI DEVE REGOLARE UN PAZIENTE CON I DIVERTICOLI ?
Deve bere molta acqua, mangiare frutta cotta e cruda con la buccia, es pere e mele, molte verdure a foglie larghe, fare delle periodiche disinfezioni intestinali con i farmaci che gli prescriverà il medico, prendere probiotici. E, siccome esiste una cosa che si chiama TRIADE DI SAINT, ovvero associazione di diverticoli del colon, calcoli della colecisti e ernia jatale gastrica, completare gli esami diagnostici che gli dirà di fare il suo medico, ecografia addominale, gastroscopia, per vedere se la triade c’è o no.
A parte la micro-perforazione i diverticoli possono dare un altro problema, ma più raramente. Possono sanguinare, potreste avere sangue nelle feci. Più spesso sanguinamenti massivi che non lievi. Però è un evento raro. Ricordiamo che c’è una branca che si chiama RADIOLOGIA INTERVENTISTICA in cui dei particolari radiologi sanno inserire un catetere attraverso in genere i vasi femorali e arrivare al punto dove sanguina il vaso del colon e lì posizionare delle spirali che stoppano l‘emorragia.
Ma in linea di massima potete stare tranquilli se avete dei diverti coli. Stando attenti e facendo bene i controlli sono più i pazienti che tirano avanti bene o benino di quelli che si operano.