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SANGUE NELLE FECI !…

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SANGUE NELLE FECI !…

Si tratta senza dubbio di qualcosa che può allarmare, anche se spesso è legato a una patologia minore. Tuttavia non va trascurato.
Facciamo innanzitutto l’ipotesi che capiti a un bambino: le eventualità più probabili sono che abbia una ragade anale (e in tal caso sentirà anche dolore) oppure un piccolo prolasso del retto (e in tal caso , se la mamma o il papà riusciranno a osservargli l’ano mentre spinge per evacuare, vedranno come un piccolo fiore o petalo di fiore rosa o rosso che si affaccia dall’ano: quello è un prolasso mucoso). Sono queste le due più frequenti patologie proctologiche in un bambino e si accompagnano in genere a stitichezza. Ovviamente la cosa va riferita al pediatra che consiglierà cosa fare.
Ma passiamo da un bambino a una persona giovane, al di sotto dei 45-50 anni. La prima cosa importante da notare è se il sangue è misto alle feci, quindi feci più rossastre perché impregnate dal sangue, e se c’è tendenza alla diarrea. In questo caso si potrebbe pensare a una rettocolite ulcerosa. Notate bene che questa malattia ha due picchi di età, uno intorno ai 35 anni, ma anche uno intorno ai 65. RETTOCOLITE UCEROSA abbiamo detto. Dà per caso anche altri sintomi o segni? Sì, certamente. Uno è la diarrea, un altro sono i dolori addominali. Più di rado la febbre. Sono sintomi che assomigliano a quelli di un’altra colite, quella del MORBO DI CROHN, che però si può accompagnare a lesioni anali, come ragadi, ulcere, fistole, più rare nella rettocolite ulcerosa.
Qui il paziente è bene che si faccia una specie di esame di coscienza e ritorni con la mente ai mesi precedenti. Forse ha avuto qualche trauma psicologico? Qualche evento stressante? C’è una città in Inghilterra che si chiama Coventry. Ebbene, durante la seconda guerra mondiale fu colpita da un numero altissimo di bombardamenti aerei da parte dei tedeschi. “Coventrizzare” significa “radere al suolo”. Molti abitanti morirono, case distrutte, paura ogni giorno e soprattutto ogni notte. Ebbene, nei mesi successivi ci fu a Coventry un picco di rettocolite ulcerosa, legata allo stress che gli abitanti avevano provato durante i bombardamenti. Lasciamo gli uomini e parliamo di animali. Esperimenti sui ratti ci dicono che, se gli animali vengono messi in gabbie dove il cibo è nascosto, dove ci sono ostacoli improvvisi, insomma dove “campa male anche un sorcio”… molti si ammalano di rettocolite ulcerosa. Io avevo un giovane collega al quale morì la mamma da adolescente: poco dopo si ammalò di rettocolite ucerosa. Da giovanotto lo lasciò la fidanzata: la sua colite peggiorò e gli dissero che si doveva operare. In questo caso l‘intestino può essere lo specchio del’anima. Pensate che accade anche il contrario. Avevo un paziente con rettocolite ulcerosa, al lavoro era in una situazione di mobbing permanente, colleghi e capufficio ce l’avevano con lui, faceva una vita pessima. Ebbene,a un certo punto andò in pensione, finalmente. In due mesi la colite sparì. Dicevamo quindi diarrea con sangue, febbre e dolori addominali: pensate a una rettocolite ulcerosa. Ma, come dicevo, c’è una malattia che le assomiglia e si chiama morbo di Crohn. Dà meno sanguinamento perché meno spesso il retto, ultima parte dell’intestino, è coinvolto. Può tuttavia colpire qualsiasi parte del’apparato digerente, dalla bocca all’ano, ma più spesso il piccolo intestino al suo sbocco in quella parte del colon che si chiama cieco. Cioè l‘ileo terminale. Anche questa colpisce più i trentenni. Per fare la diagnosi occorre una colonscopia con ileo- scopia e biopsie multiple, anche se l‘aspetto macroscopico dell’intestino è normale. Si valuteranno gli anticorpi Aska e Anca e si farà un dosaggio della calprotectina fecale nelle feci.
Bene non vi spaventate, stiamo parlando di sangue misto a diarrea, qualcosa che potrebbe venire anche per una tossinfezione alimentare, più diarrea che sangue per la verità. Pensate come avete mangiato e dove.
Veniamo ora al caso, più frequente, di un soggetto, in genere non anziano, che, guardando nel water dopo l‘evacuazione, trova il sangue che VERNICIA le feci, non è frammisto o addirittura esce prima o dopo le feci. Le quali sono magari dure, come in caso di stitichezza. Ebbene qui la prima cosa a cui pensare sono LE EMORROIDI: niente di grave quindi. E’ consigliabile che il paziente si tocchi l‘ano. Sentirà come delle escrescenze, come delle palline tese. Possono essere le emorroidi interne che, nello sforzo defecatorio, sono venute fuori. Poi spesso rientrano. Se invece escono e restano fuori, si gonfiano, si induriscono, fanno molto male… allora si tratta di una TROMBOSI EMORROIDARIA. Campanello d’allarme per una operazione, specie se la crisi si ripete e le palline non si sgonfiano con le comuni terapie, es Daflon 500. Attenzione però. Se vi sembra chiaro che le emorroidi ci sono e sanguinano spesso, fate un emocromo, l’esame emocromocitometrico. SE SIETE ANEMIZZATI PRENDETE IN CONSIDERAZIONE LA CHIRURGIA. Comunque tranquilli… le emorroidi si devono operare chirurgicamente intorno all’8 massimo 15% dei casi. Prima ci sono altre cose da fare, alimentazione con fibre o lassativi per combattere la stitichezza, medicine varie o interventi ambulatoriali in cui non scorre sangue, come la legatura elastica (se sono emorroidi interne). Qualsiasi proctologo la sa fare.
Cambiamo situazione: il sangue vernicia le feci, il paziente è abbastanza giovane spesso è stitico… ma c’è un elemento in più, IL DOLORE. E’ un dolore spesso intenso che in genere inizia dopo l‘evacuazione e può durare qualche ora. In tal caso va sospettata una RAGADE ANALE. Sarà difficile per voi vederla allo specchio a differenza delle emorroidi, perché è una ferita, una piccola ulcera che si trova in genere appena dentro all’ano. Più spesso è posteriore ed è in genere causata dalle feci dure che “sfregano” l’epitelio del canale anale e lo feriscono. Sotto c’è lo sfintere interno, un muscolo. Se siete un soggetto teso, introverso, pignolo o non mangiate verdura a foglie larghe o bevete poca acqua, ebbene in tal caso è probabile che lo sfintere interno sia teso ovvero ipertonico. E una ferita su un muscolo teso fa più fatica a guarire. Da superficiale e acuta (curabile con pomate particolari tipo Rectogesic e Antrolin) la ragade si può trasformare in cronica e magari richiede iniezione di tossina botulinica nello sfintere interno o l’intervento chirurgico di sfinterotomia, che guarisce al 95%.
E ORA VI DO’ DUE CONSIGLI. Mettiamo che abbiate una ragade resistente alle moderne pomate, che vi fa soffrire, dà sangue, provoca forti dolori, e voi dovete andare dal proctologo a farvi visitare . PRENDETE PRECAUZIONI CONTRO IL DOLORE! L’esplorazione col dito, l’inserimento di un proctoscopio (che comunque DEVE essere pediatrico) possono dare MOLTO DOLORE. Allora, mezz’ora prima della visita, spremetevi mezzo tubetto di anestetico EMLA nel canale anale o chiedete al medico di usare un anestetico (che non sia il semplice Luan). Ci sono pazienti che hanno avuto un arresto cardiaco durante una visita per ragade, fatta “alla garibaldina”. E questo era il primo consiglio. Poi c’è il secondo: chiedete al vostro proctologo di dirvi SE C’E’ IPERTONO ANALE. Se c’è, la cura chirurgica definitiva, 95% di successi, è la SFINTEROTOMIA LATERALE INTERNA = sezione di 1.5 cm di sfintere interno. Ebbene, non tormentate il medico con la paura che la sfinterotomia vi possa provocare incontinenza anale! Nel maschio giovane è pressocchè impossibile , in altri casi il rischio è minimo-seminullo e l‘incontinenza, se viene, è temporanea. Solo una donna anziana che ha avuto più parti vaginali è davvero a rischio. Vi dico questo perchè mi è capitato ameno 3 volte che, mosso a pietà da lunghi discorsi del paziente sulla paura di incontinenza, ho fatto una sfinterotomia troppo piccola e la ragade si è riformata.
“ODDIO, NON SONO GIOVANE, IL SANGUE E’ MISTO ALLE FECI, VENGO DA UN INSOLITO E IMPROVVISO ATTACCO DI STITICHEZZA, NON SENTO DOLORE ANALE, AVRO’ UN TUMORE?” Non è detto, potreste avere anche una diverticolosi del colon o delle telengectasie del colon, benché queste due patologie provochino in genere una emorragia importante e la “diverticolite” dia dolore. ALTRIMENTI…Sì è possibile che abbiate un tumore, ma magari avete solo un POLIPO. In tal caso fate una COLONSCOPIA e il polipo verrà tolto. Attenzione, dimenticate la TAC virtuale, fate una vera colonscopia. E prima di farla accertatevi che l’endoscopista, se trova un polipo, è capace di toglierlo. Se avete paura del dolore, la potete fare in sedazione, non sentirete nulla. Si tratta solo di fare prima un ECG, e dei banali esami del sangue tra cui le prove di coagulazione.
Mettiamo che siate sfortunati e che salti fuori UN TUMORE, un tumore maligno, un adenocarcinoma. Beh, si guarisce tre volte su quattro, nove volte su dieci quando il tumore è iniziale. Intanto il tumore è più frequente in chi ha familiarità neoplastica per neoplasie all’intestino, ovvero padre o madre o nonni o zii o cugini hanno avuto un cancro colorettale. In tal caso NON ASPETTATE IL SANGUE NELLE FECI PER FARVI LA COLONSCOPIA, ma fatela appena compiuti i trent’anni e ripetetela ogni 2 massimo 3 anni.
Ordunque, vi viene detto che avete un cancro. Meglio che sia nel colon piuttosto che nel retto, perché in ogni caso non avrete una stomia, ovvero un ano artificiale a vita, il famigerato sacchetto sulla pancia. Se è nel retto, sperate che non sia troppo basso, altrimenti l’ano artificiale permanente è molto probabile o sicuro. Fatevi operare da un chirurgo che ne opera un buon numero l‘anno, assolutamente non meno di cinque. E sappiate che è meglio una stomia e una lunga sopravvivenza, piuttosto che una anastomosi cioè sutura colo-rettale subito sopra l’ano o una sutura colo-anale, perché nell’80% dei casi avreste la SINDROME DA RESEZIONE ANTERIORE, ovvero diarrea, urgenza, incontinenza e magari più rischio di recidiva del tumore. Chi ha la stomia permanente, lasciatevelo dire da uno che si è occupato di stomizzati per vent’anni, può vivere bene, può anche eliminare le feci quando decide lui con una irrigazione e non portare nemmeno il sacchetto. FONDAMENTALE, se vi operate per un adenocarcinoma del retto, che prima dell’operazione facciate una radioterapia e che dopo pensiate in positivo e abbiate intorno l‘affetto della famiglia. C’è un recente studio sul Lancet che dimostra, in questi casi, meno recidive. E, se vi devono fare una amputazione addomino-perineale del retto, accertatevi che il chirurgo vi metta una mesh intorno e sotto alla stomia, perché così si previene un’ernia parastomale, evento molto frequente.
Mi pare di aver preso in esame tutte le cause di rettorragia, di sangue nelle feci. Vi auguro che non vi capiti…ma se capita non è una tragedia, molto più spesso avrete qualcosa di curabilissimo. Piuttosto, ricordate di fare una colonscopia ogni 5 anni dopo i 45 anni. E ricordate anche che, se non volete che i vostri figli si ammalino di cancro colorettale, fin da bambini dovrete dare loro molto pesce e molta verdura. E farli camminare molto. C’è una metanalisi che dimostra che camminare molto riduce il rischio di cancro all’intestino.